



La sterilizzazione, nel contesto dei cani, è una procedura chirurgica standard che prevede l'asportazione delle ovaie e, talvolta, anche dell'utero. Questa operazione è riconosciuta come un metodo sicuro ed efficace per prevenire gravidanze non pianificate e per tutelare la salute generale della cagna. I benefici sono molteplici: oltre a evitare cucciolate indesiderate, riduce drasticamente il rischio di tumori ovarici e uterini, diminuisce la probabilità di sviluppare tumori mammari e previene condizioni come la piometra e le gravidanze isteriche, migliorando la qualità di vita dell'animale.
Determinare il momento più opportuno per sterilizzare una cagna richiede una consultazione con il proprio veterinario, che valuterà diversi fattori specifici dell'animale. Tuttavia, esistono delle linee guida generali: per i cani di piccola taglia, l'intervento è spesso raccomandato intorno ai sei mesi di vita, prima del primo ciclo di calore. Per le razze di taglia grande, potrebbe essere consigliabile attendere il primo ciclo di calore per assicurare un corretto sviluppo scheletrico e ormonale, minimizzando rischi come l'aumento della predisposizione a tumori ossei o lesioni ai legamenti crociati. È fondamentale seguire le raccomandazioni professionali per garantire il miglior esito possibile.
Esistono due principali tecniche chirurgiche per la sterilizzazione: l'ovariectomia, che implica la rimozione delle sole ovaie, e l'ovarioisterectomia, che include l'asportazione sia delle ovaie che dell'utero. Entrambe le procedure impediscono la riproduzione e eliminano il ciclo estrale. La scelta della tecnica dipenderà dalla valutazione del veterinario, basata sulle condizioni specifiche della cagna e sulle pratiche chirurgiche preferite. L'intervento si svolge sotto anestesia generale, preceduto da esami preoperatori come analisi del sangue e, talvolta, elettrocardiogramma e radiografie toraciche, per assicurare che l'animale sia in condizioni di salute ottimali.
La procedura di sterilizzazione inizia con una preparazione accurata che include il digiuno preoperatorio per prevenire complicazioni durante l'anestesia. Una volta sedata e anestetizzata, la zona addominale viene rasata e disinfettata. Il chirurgo pratica una piccola incisione per accedere agli organi riproduttivi e procedere con la rimozione. Al termine, l'incisione viene chiusa con suture, che possono essere riassorbibili o richiedere la rimozione post-operatoria. L'intero processo, inclusa la preparazione e il recupero dall'anestesia, può durare da 50 a 120 minuti, a seconda di vari fattori come la taglia e l'età dell'animale.
Dopo l'intervento, è cruciale un periodo di convalescenza durante il quale la cagna deve essere mantenuta a riposo e leccarsi o grattarsi la ferita. Il veterinario potrà consigliare l'uso di un collare elisabettiano o di indumenti protettivi. I punti di sutura, se non riassorbibili, vengono solitamente rimossi dopo 10-14 giorni. È anche importante monitorare l'alimentazione, poiché la sterilizzazione può influenzare il metabolismo, rendendo l'animale più incline all'aumento di peso. Con le dovute cure e attenzioni, la maggior parte delle cagne torna alle normali attività entro 5-10 giorni.
Sebbene la sterilizzazione sia una procedura sicura e di routine, come ogni intervento chirurgico, comporta dei rischi minimi, tra cui reazioni allergiche all'anestesia, emorragie interne o infezioni post-operatorie. Tuttavia, questi eventi sono rari e la probabilità di complicanze gravi è estremamente bassa. I benefici a lungo termine superano di gran lunga i rischi, estendendo la vita dell'animale e prevenendo numerose patologie. Non esistono alternative altrettanto efficaci per la prevenzione delle gravidanze e per la tutela della salute riproduttiva. I costi variano in base alla taglia del cane, ma rappresentano un investimento nella sua salute futura.